È con vero piacere che noi di ragnetto diamo oggi il via a una serie di brevi interviste a personaggi e cose che nessun si sognerebbe mai di intervistare, vuoi per le difficoltà intrinseche nello stabilire un’interazione qualsivoglia con il personaggio o la cosa di turno — ma noi ci abbiamo i poteri di super sayan! —; vuoi perché pubblicare un’intervista al compagno di stanza del papa quando ancora erano in seminario ti porta tre milioni di contatti al minuto — ma non di soli contatti vive l’uomo! —, mentre l’intervista alla cassiera del mio ortofrutta di fiducia al massimo me la rileggo io la sera prima di andare a letto, e rido piano per non svegliare gli altri; vuoi perché nessuna ne sentiva realmente il bisogno, a dirla tutta.
In ogni caso è un privilegio per noi di ragnetto avere qui con noi Bub di Bubble Bobble che ci rilascerà la prima intervista della serie.
Bub… be’ Bub non ha bisogno di presentazioni, chi di noi non ha ricordi d’infanzia legati alla fortunata saga di Bubble Bobble? quando si passava interi pomeriggi nei bar di quartiere a guardare i ragazzi più grandi macinare record su record e tu non giocavi perché eri timido e avevi paura di combinare qualche disastro già dal primo quadro, ma dentro la tasca dei calzoncini avevi quella moneta da 200 lire che conservavi per la tua prima partita, e mentre guardavi gli altri ragazzi giocare tu la prendevi in mano, prendevi la moneta in mano e te la giravi e rigiravi tra le dita, mentre li guardavi giocare, e a forza di tenerla tra le dita sudate era diventata tutta lucida che sembrava nuova, e gli altri ragazzi ogni tanto si accorgevano di te e della tua moneta e ti dicevano: be’ dai fatti un partita e tu dicevi: oh no no, devo andare a casa, è tardi, e uscivi presto dal bar per tornare a casa che avevi i polmoni pieni del fumo di tremila sigarette e saltavi in sella alla tua bici e correvi verso casa e pensavi che domani saresti andato presto al bar quando ancora non c’era nessuno e ti saresti allenato, e quando i ragazzi più grandi sarebbero arrivati magari tu eri già capace di arrivare all’ottavo o forse al decimo quadro o se ti eri allenato per bene magari riuscivi a non farti fregare nemmeno una volta per entrare nella porta segreta e collezionare tutti i diamanti e a quel punto tutti i ragazzi più grandi si sarebbero accorti di te e forse qualcuno ti avrebbe pure chiesto come ti chiami e poi chissà, forse ti avrebbe chiesto di unirti a loro, quando uscivano con le bmx, certo, tu non avevi la bmx ma contavi di fartela regalare per il compleanno…
Bub Ehm, scusate, possiamo cominciare? Avrei un impegno più tardi.
ragnetto Ah sì, perdonami Bub, mi sono lasciato prendere la mano, quanti ricordi… intanto Bub grazie per essere qui con noi oggi.
Bub Grazie a voi.
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