Vado dalla dottoressa del piano di sopra, la dottoressa D. Lo Cascio. Sulla sua cassetta delle lettere, giù nell’androne, c’è scritto «Dott.ssa D. Lo Cascio». A lungo mi sono chiesto per che cosa stesse quella «d» puntata. Ho cominciato una lista, sulla mia agendina, una lista di tutti i nomi femminili che iniziano per «d». Donatella, Dina, Doriana: ogni volta che mi veniva in mente o mi capitava di leggere o sentire un nome femminile con la «d» correvo ad aggiornare la lista sulla mia agendina. La sera, dopo cena, prendevo l’agendina e mi allungavo sul divano. Dora, Domitilla, Daniela. Quale sarà il suo? mi chiedevo. Ora sono quasi sicuro di aver completato la mia raccolta: sono giorni ormai che non mi capita di aggiungere un nome nuovo all’elenco. L’ultimo nome, quello in fondo alla lista, è Dharma. Sono stato molto in dubbio se aggiungere o meno questo nome alla mia lista. Dharma è il nome della protagonista di un telefilm americano che danno in televisione all’ora di cena. In principio mi sembrava un nome un po’ troppo stravagante e comunque poco adatto a una ragazza italiana, d’altra parte avevo incluso Demi, che è il nome della figlia di mia sorella, e Desiree, un nome che ho sentito al supermercato, per non parlare di Denise, Deborah e Doroty. Ho perfino fatto delle ricerche su questo nome, Dharma, e ho scoperto che rappresenta un concetto chiave per le religioni indiane, l’induismo, il buddismo, quelle lì. Chissà, mi dicevo, forse la dottoressa Lo Cascio appartiene a una famiglia buddista; e me la immaginavo, la dottoressa Lo Cascio, che danza a piedi nudi sul lungomare, con la tunica arancione, il tamburello, i lunghi capelli chiari, crespi, sembrano bianchi alla luce del sole, e lo sguardo sereno, quasi estatico, quegli occhi color del cielo che a incrociarli mi si scioglie il cuore. Ho aggiunto Dharma alla mia lista e da quel giorno è diventata la mia preferita. La sera, sul divano, scorro velocemente gli altri nomi, alle volte li salto del tutto per arrivare subito a lei, a Dharma. Le Darie, le Dolores, le Desdemone, che battono a macchina o fanno la spesa, i loro occhiali con la montatura scura, le rughe agli angoli della bocca, i grembiuli sporchi, tutto questo lascia subito il posto alla visione di Dharma che danza sul lungo mare, la sua pelle candida, il suo sorriso. Quel sorriso! In quei momenti chiudo gli occhi, mi porto l’agendina al petto e dentro di me sento una gran pace.
Non l’ho mai incontrata, la dottoressa Lo Cascio, lei non è mai in casa, forse vive all’estero per lavoro, chissà; ma questa sera ho sentito dei passi, al piano di sopra, e io sto andando da lei. Salgo le scale e vado da lei, suonerò alla sua porta e lei mi aprirà e sorriderà e danzerà per me.

21 December 2006 at 8:28 am
Anche Dulcinea è un bellissimo nome…senti, è di altri tempi!